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PERPETUUM MOBILE 2011

Gianluca Ferrari | Snapshots

Photo: Gianluca Ferrari 2011

SNAPSHOTS

 

Nel realizzare il ritratto di se stesso l’artista conferisce alla sua immagine
caratteristiche di verosimiglianza tali per cui chi osserva l’opera possa riconoscervi l’artefice.

In ‘Snapshots’ possiamo parlare di cripto-autoritratto

in quanto ci troviamo in assenza di figure del tutto definitive ma comunque identificabili.

Le identificazioni dell’artista sono poste in dettagli che emergono in modi e spazi differenti all’interno dell’opera.

Il volto è ripetuto in pose diverse ed emerge dallo spazio dell’opera modificandosi.

Ma al tempo stesso l’autoritratto, da un punto di vista funzionale,

è il gesto di chi decide di sottrarsi alla casualità e alla imprevedibilità della vita,
esprimendo la naturale determinazione ad affermareil proprio esistere.

L’individuo, in questo caso l’artista, attraverso il mezzo espressivo,

diventa padrone del proprio essere nel mondo.

È un gesto di autoaffermazione e di controllo.

Al posto della passività di chi subisce la propria immagine chi si autoritrae

rivendica il diritto alla propria libertà: è il soggetto che decide di essere protagonista
e di rovesciare la sua condizione.

Si tratta di un’illusione ma in parte funziona proprio perché riesce a modificare l’atteggiamento degli altri
rispetto alla nostra immaginee dunque rispetto a noi stessi.

Il circolo virtuoso che si viene a creare con questo gesto

di autoaffermazione sta proprio nella capacità dell’autoritratto

di coinvolgere l’altro, che si sentirà a sua volta chiamato a guardare dentro se stesso

con la medesima radicalità.

In questo senso ogni autoritratto è anche il nostro autoritratto,

e la sua pratica favorisce la comprensione e le relazioni tra gli individui.

In ogni caso, la funzione dell’autoritratto è anche quella di arrivare a familiarizzare

con quelle parti oscure che possono eventualmente emergere.

Esso diventa proiezione all’esterno e liberazione degli aspetti negativi dell’Io

o dei suoi elementi traumatici, loro oggettivazione ed elaborazione e infine,

nell’ipotesi più fortunata, reintroiezione delle parti di sé così depurate.

‘Snapshots’ con la sua strutturazione sottolinea un moto incessante

di modificazione del tempo e dello spazio che segna l’immagine del volto umano

che trascende e si conforma per una visione nuova e soggettiva.

Lo spazio del ritratto appare in movimento, in continuo divenire.

Ogni ritratto consente ed al tempo stesso richiede una visione continua e ripetuta.

Il processo di creazione sottolinea la volontà di costruire una connessione visiva e mentale

con il fruitore che entra, a vari livelli, come parte attiva all’interno del processo creativo.

 

Gianluca Ferrari

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